Prima credevo

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Non posso accettare la versione né l’immagine che la gente dà di se stessa: non sono autentiche, tutto qua! Per questo posso servire l’umanità. Conosco ogni singolo essere vivente perché so quanto sia perfetto e sacro lo stato di colui che vi dimora dentro. Vedo soltanto il Sé, ma, quando le persone parlano, emerge qualcos’altro. Guardo le persone negli occhi e le faccio parlare, aspettando che dicano: “Ah, non è niente!”.

“Ieri notte mi è apparso un angelo, ma… non era niente.”

“Ieri credevo di morire, ma alla fine… non era niente.”

“Ho avuto un’esperienza: e incredibilmente… non era niente.”

“Voglio liberarmi di… niente.”

“Ti devo raccontare: c’è qualcosa che sta stritolan­do… niente.”

“Stavo seduto in una caverna e all’improvviso… niente.”

“Ma di cosa stai parlando? È chiaro… non è niente!”

Un giorno riterrete che il vostro corpo e la vostra personalità non sono niente, ma proprio niente.

Se si butta via la storia, cosa resta di voi?

A mano a mano che vi abituate a prestare attenzione allo spazio interiore della consapevolezza, il passato allenterà gradualmente la stretta e vi sentirete più luminosi e presenti.

È raro scoprire che la consapevolezza è talmente immensa e profonda da eliminare del tutto la sofferenza e persino colui che soffre. Dovete scoprire il valore della consapevolezza osservando di più e identificandovi di meno. Osservate addirittura la tendenza a identificarvi. Osservatela ma non entrateci in relazione, non entrate nel sistema operativo delle vostre osservazioni.

Verrà un giorno in cui direte:

Prima credevo di dover piacere a tutti
e di dover essere rispettato,
per valere in quanto essere umano,
ma adesso capisco che non è vero.

Prima credevo che per essere libero
dovevo impegnarmi al massimo e migliorare come persona,
ma ora capisco che i miei sforzi
finivano per creare un sacco di problemi.

Prima credevo di potermi dedicare alla spiritualità
soltanto quando mi fossi assicurato
di aver lasciato un segno nella storia,
ma adesso capisco quanto fosse
limitata la mia visione della vita.

Prima credevo che la mia felicità
dipendesse da qualcun altro,
ora so che posso essere felice con gli altri,
ma non posso aspettarmi che gli altri
siano la fonte della mia felicità.

Prima credevo di poter sempre contare
sui miei amici nei momenti di bisogno,
ma ora capisco che l’aiuto può arrivare
da altre parti in modo inaspettato e misterioso.

Prima credevo di non valere niente,
ma adesso capisco che era soltanto
un pensiero assurdo e autolesionista.

Prima credevo di dover praticare di più,
meditare più a lungo, essere più sincero,
ma ora capisco che la vita
non deve per forza essere estenuante.

Prima credevo di non essere pronto per la verità,
ma adesso capisco che sono già quella verità.

Prima credevo tante cose che non sono vere,
ma ora capisco che erano frutto dell’immaginazione
e semplicemente non vedevo la mia vera essenza.

Prima credevo tante cose che non sono vere.
Ora mi accorgo che niente può ostacolare
la libertà che io stesso sono.

Adesso sono qui.
Questa vita è votata alla libertà: è la mia scelta.
Oggi, quest’ora, questo istante
sono dedicati alla libertà.

mooji

(tratto da MoojiPiù vasto del cielo, più grande dello spazio. Quello che sei, prima di diventare, Mondadori 2018, pp. 116-118)

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