La contraddizione del desiderio

braque171

Vi parlerò del tema del desiderio a partire dalla mia esperienza di psicanalista (…) L’etimologia di questa parola viene da Giulio Cesare, il quale nel De bello gallico dice che “desiderio” viene da desiderantes. Chi sono i desiderantes? Sono soldati sopravvissuti al campo di battaglia: sotto un cielo stellato attendono i propri compagni ancora impegnati nella battaglia, a rischio di morte. Questa è l’immagine che Giulio Cesare ci dà dell’origine del desiderio.

La prima contraddizione su cui vorrei puntare il riflettore è che il desiderio innanzitutto è un’esperienza singolare, un’esperienza assolutamente singolare: il desiderio è l’esperienza mia propria, è l’incontro con la mia intimità più radicale – il desiderio infatti, ogni volta che appare, dice qualcosa del mio essere più profondo -. Ma ecco arrivare la contraddizione: questa esperienza del desiderio è al tempo stesso esperienza di una forza, di una spinta che mi sovrasta, che mi supera. Il desiderio è qualcosa di mio, di mio proprio, ma al tempo stesso è una forza che io non governo, che mi oltrepassa, è una trascendenza; abita me, ma è oltre me; abita me, abita il mio io, ma il mio io non è in grado di governare questa esperienza. Anzi, potremmo perfino dire più radicalmente che dove c’è l’io non c’è il desiderio, e dove c’è il desiderio non c’è l’io. A tal proposito dobbiamo rovesciare un’immagine che viene da Platone: l’idea che l’io sia il cavaliere che attraverso la forza della ragione governa gli impulsi irrazionali del cavallo, la ragione proprietaria della pulsione. Ecco, se guardiamo attentamente cosa è in gioco nell’esperienza del desiderio, vediamo che questa immagine non funziona. Noi non siamo proprietari del desiderio, non siamo i cavalieri del desiderio, siamo portati dal desiderio; non abbiamo la proprietà del desiderio, siamo posseduti dal desiderio, e dico “posseduti” non nel senso negativo del termine. Il desiderio è una forza che ci attraversa, qualcosa che troviamo in tutti gli uomini di desiderio, per esempio quando parlano: quello che si vede quando parla un uomo di desiderio è che c’è una forza che lo attraversa, che è diversa, che non è la forza dell’io semplicemente, ma che è qualcosa di ulteriore rispetto all’io.

Dunque, la prima contraddizione è questa: il desiderio è mio proprio, definisce ciò che io sono nel più intimo, ma al tempo stesso io non posso governare fino in fondo l’esperienza del desiderio perché è l’esperienza di una forza che mi supera. Tra i tanti esempi possiamo pensare al più semplice, che è l’esperienza dell’innamoramento: nessuno decide di chi innamorarsi, verso quale oggetto rivolgersi; è l’oggetto dell’amore che causa il desiderio. Non è mai una decisione presa a tavolino. L’esperienza del rapimento amoroso – rispetto a qualunque oggetto, non solo nel rapporto uomo-donna – è l’esperienza di sentirsi trasportati via, trascinati via, “rapiti” appunto.

Dove c’è l’io, dove c’è la supponenza dell’io di governare il desiderio, non c’è desiderio. Viceversa, esso appare quando l’io si indebolisce, quando l’io riconosce la sua insufficienza. E per questo che Jacques Lacan diceva che l’io è in fondo la malattia mentale dell’uomo: credersi un io è veramente la “follia più grande”, come egli la chiamava. Credere di essere autosufficiente, credere di possedere, di essere proprietario del desiderio è una follia idolatrica, la follia dell’io. Un pazzo che crede di essere Napoleone è chiaramente un pazzo – dice Lacan -; eppure è ancora più pazzo un re che crede di essere un re. Credersi un io è una follia, e questa follia adombra l’esperienza del desiderio. Questo è il primo paradosso: l’esperienza del desiderio è mia e al tempo stesso non è mia; è una proprietà e al tempo stesso un’improprietà; è un’immanenza e al tempo stesso una trascendenza.

(tratto da Massimo RecalcatiLa forza del desiderio, Edizioni Qiqajon, Magnano (BI) 2014)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...